Terza Paralimpiade e prima medaglia per Veronica Yoko Plebani, che centra il bronzo a Tokyo 2020. Il 707 Team Minini sale così per la prima volta sul podio a cinque cerchi grazie alla vivacità della 25enne bresciana, che nella categoria PTS2 finisce dietro soltanto al duo statunitense formato da Allysa Seely e Hailey Danz. Poi c’è l’azzurra con le treccine, protagonista di una gara perfetta, all’attacco sin da subito e poi in rimonta per sventolare il tricolore al traguardo.

Dopo l’undicesimo posto nello snowboard-cross a Sochi 2014 e la sesta piazza nel kayak a Rio 2016, ecco dunque la disciplina che davvero esalta la tenacia della Plebani. Il metallo prezioso conquistato in Giappone lo conferma: la portacolori del 707 Team Minini farà battere i cuori nero-verdi ancora per molti anni. Intanto il club bresciano festeggia l’impresa di Veronica, capace di diventare una delle migliori interpreti del triathlon in un solo quadriennio.

Yoko, poco dopo l’afosa alba nipponica, si tuffa in acqua e nuota subito forte. Dopo i primi 750 metri, è seconda a poche bracciate dalla testa. In bici, 20 km, l’azzurra perde contatto dalle battistrada, ma si mantiene in gioco per una medaglia. Nella seconda zona di transizione indossa le protesi da corsa ed è quarta: i 5 km della frazione podistica cambiano però le posizioni sul podio e la Plebani vola fino a indossare la medaglia di bronzo.

L’arrivo è da brividi, con la bandiera italiana che avvolge la gioia e le lacrime della triatleta del 707 Team Minini. “Sono troppo contenta, è stata una gara durissima – le prime parole dopo il traguardo -. Sono partita forte, ho sofferto un po’ in bici, ma alla fine ho preso questo bronzo sudatissimo. Sono davvero orgogliosa di aver regalato all’Italia questa soddisfazione. Il triathlon è stata una sfida apparentemente impossibile, ma alla fine è arrivata questa medaglia, che è il coronamento perfetto per l’impegnativo percorso compiuto”.


La triatleta paralimpica è stata incitata a gran voce dalla sua Palazzolo sull’Oglio. “Ringrazio tutti per il tifo da casa: non avere il pubblico e la mia famiglia qui è stata dura, ma so che mi hanno supportato dall’Italia in tutti questi cinque anni verso Tokyo 2020”, esulta l’alfiere nero-verde.

Incontenibile la felicità di Germano Raddi, presidente del 707 Team Minini: “Il primo giorno chiedemmo al papà di Veronica di cosa avesse bisogno la ragazza per iniziare a fare triathlon, ma bastarono poche settimane per capire che eravamo noi ad avere bisogno di lei. Tutti abbiamo bisogno di lei, di ciò che ha dimostrato e di ciò che rappresenta. Un grande ringraziamento al coach Antonio Serratore, alla famiglia Plebani, allo staff della federazione italiana e a tutti coloro che hanno sostenuto Veronica in questo meraviglioso percorso”.

Luca Regonaschi